Romiti: sulle retribuzioni una "tangente legale"

Il Sole 24 Ore 02/10/96 pag.1

Sui salari degli italiani grava "la tangente più' scandalosa che esista nel nostro Paese". E' un balzello "certamente le
gale", che pero' ha portato gli oneri sociali sul costo del lavoro ai livelli "piu' alti del mondo". Qualche esempio? "Un operaio della Fiat, che percepisce in busta paga due milioni netti al mese, costa all'azienda ben quattro milioni e 165 mila lire". "Non si puo' andare avanti cosi'". A lanciare il pesante atto di accusa contro il fardello che rischia di impedire all'economia italiana il necessario salto competitivo ("con parole che, sono sicuro, susciteranno molte critiche") E' stato Cesare Romiti. II presidente della Fiat (del cui intervento riportiamo uno stralcio) ha parlato
ieri a Bologna, in occasione dell'apertura del Cersaie, di fronte a una platea di imprenditori protagonisti Della nascita nel nostro Paese del piu' importante distretto ceramico del mondo. E la denuncia della "tangente sul salario" E' stata sottolineata da un lungo applauso. Secondo il presidente della Fiat la situazione rischia di diventare esplosiva se, a costi cosi alti, dovesse sommarsi l'ulteriore aggravio di aumenti che (accettando le richieste sindacali per il settore metalmeccanico) "sarebbero pari a più' del doppio rispetto all'inflazione". E' per questo che Romiti non ha esaltato a chiamare in causa il presidente del Consiglio, Romano Prodi, il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, il governatore della Banca d Italia, Antonio Fazio. "Voglio guardarli negli occhi - ha detto il presidente della Fiat - e chiedere loro di pronunciarsi apertamente dicendo se tutto questo, se un costo del lavoro cosi' elevato e' compatibile con la necessita' di ridurre l'inflazione, di salvaguardare la competitivita delle imprese, di aumentare l'occupazione e con la stessa Finanziaria appena varata". Duro, anche se estremamente sintetico, il giudizio espresso sulla manovra voluta dal Governo: "Sicuramente pesante e squilibrata dal punto di vista delle entrate". Di piu' Romiti non ha voluto aggiungere per catalizzare l'attenzione sull'altra faccia della medaglia. Di fronte a provvedimenti cosi' onerosi per mantenere competitive le imprese e salvaguardare l'occupazione" Si deve agire tempestivamente sulle leve del costo
del lavoro, delle privatizzazioni (rimaste in gran parte "pure dichiarazioni di intenti"), del costo del denaro. Ed e' "urgente" una riduzione dei tassi di interesse per evitare un ulteriore rafforzamento della lira ben oltre un livello giustificato dai cosiddetti "fondamentali" dell'economia". Alti costi del lavoro e del denaro gravano sulle imprese che nel nostro Paese, ha ricordato Romiti, devono fare i conti con "mille e mille difficoltà'" "siano esse di natura fiscale, infrastrutturale, amministrativa". "In nessuna altra parte del mondo industrializzato l'attività' produttiva gode di cosi' scarsa attenzione e di cosi' poca sensibilita' alle sue esigenze come in Italia". Si Impone dunque una svolta che ci avvicini all'Europa. Perche', ha concluso Romiti, "in Europa bisogna andarci".



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