Piastrella "debole "nello Sme

La Gazzetta di Modena 27/11/96 pag.18

"Penalizzati in una fase di recessione e di sovrapproduzione"


La lira nello Sme: un passo necessario ma estremamente penalizzante per l'industria ceramica.
Con qualche distinguo, si trovano comunque d'accordo su questo punto i tre massimi industriali del settore piastrelle
che piu' di tutti ha goduto dei benefici della lira «debole» attraverso un export da boom. «E vero - dice Oscar Zannoni, presidente di Assopiastrelle e del gruppo Cisa Cerdisa, il terzo in Italia - che il nostro settore non ha mai puntato sulla
valutazione della lira per poter vendere all'estero, ma e' altrettanto vero che in una fase congiunturale cosi' delicata, la lira a 990 sul marco non ci agevola proprio per questo ci aspettavamo un valore superiore. Speriamo che le difficolta' dovute a questa rivalutazione possano essere presto compensate da vantaggi piu' generali della partecipazione all' Unione monetaria. Per Romano Minozzi invece il ritorno della lira nello Sme e' anche una questione di immagine nazionale. «Il nostro prestigio - dice il presidente del colosso Iris - e' la credibilita' dell'Italia per la partecipazione alla prossima moneta unica europea imponevano il nostro rientro nello Sme. La parita' a 990 lire per un marco e' penalizzante per le nostre esportazioni, comunque e'un pedaggio che dobbiamo pagare». «Se non vogliamo che crei
danni eccessivi - sostiene invece Filippo Marazzi, presidente dell'omonimo gruppo, mille miliardi di fatturato - a questa
parita' bisogna far seguire un'immediata discesa del costo del denaro, per non strozzare le aziende. La crisi di sovrapproduzione ha causato infatti una sensibile discesa dei prezzi» Tutti d'accordo quindi: 990 lire per un marco sono una quota troppo bassa, si sperava in qualcosa di piu'». Anche questo problema va ad aggiungersi agli altri (calo di vendite, contratto di lavoro) per un settore in difficolta' dopo anni di vacche grasse.



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