Futuro nero per i 234 dipendenti.

Il Resto del Carlino 25/02/'97 pag.mo/6

Crac Atlantic Zenith/ concessa ieri per la cassa integrazione straordinaria.
Parlano alcuni operai che hanno perso il lavoro.


SASSUOLO - Una famiglia monoreddito, con l'affitto da pagare, le bollette che incombono, mille quotidiane spese... Ad un tratto, la perdita del posto di lavoro: nessuna sicurezza piu'. A quando il prossimo stipendio? Quali le entrate per far fronte alle continue uscite di denaro? Sembrava uno scenario lontano anni luce dalla ricca realta' sassolese. Ora, per circa duecento famiglie del comprensorio, vivere e' invece divenuto sinonimo di ansia e preoccupazione. Dopo il fallimento del gruppo ceramico Atlantic Zenith, tra i dipendenti regnano tensione e malumore. In attesa che venga richiesta (ieri accettata) la cassa integrazione straordinaria, c'e' chi si sfoga. "Tutti i giorni dobbiamo affrontare delle spese - si lamenta Ibolya Bondi una donna di origini ungheresi che lavorava all'Atlantic - ed ora ci vengono a dire che forse, non si sa quando, ci arriveranno i soldi della cassa integrazione straordinaria. Ma intanto di tempo ne passera'... Come si puo' vivere cosi'?". La signora Bondi, che ha una figlia di sette anni e un marito che era ugualmente un dipendente del gruppo fallito, prosegue: "Io sono anche fortunata rispetto ad altre famiglie, perche'‚ mio marito si e' licenziato il 18 gennaio ed ha gia' trovato un posto, anche se 1l suo stipendio arrivera' a marzo. Ma come faranno le famiglie che vivevano con un solo reddito?. Tante sono le situazioni a forte rischio sociale. Ibolya Bondi accusa anche il sindacato: "In quasi un anno non hanno saputo fare niente. Volevamo occupare i magazzini, ma i sindacalisti ce l'hanno sconsigliato dicendo che vendendo la merce la proprieta' sarebbe riuscita a pagarci. Dove sono i risultati allora?". Cosi' come altre donne, altre lavoratrici, Ibolya esprime solo un desiderio: "Ho 40 anni, voglio un impiego che mi permetta di continuare a fare quello che so. E' da dieci anni che faccio la smaltatrice. Ho il diritto di lavorare e nonostante la crisi del settore credo ci siano altri posti disponibili". La scelta della cassa integrazione e' contestata per varie ragioni. "L'Inps accettera' davvero la domanda? Tra quanto arriverebbero i primi soldi? Tre mesi? Quattro? Ho chiesto di essere assunta altrove - racconta la donna - e mi hanno detto che lo farebbero soltanto se fossi in mobilita'". Si sentono presi in giro, i lavoratori. "La situazione pareva sotto controllo, fino all'ultimo. Ci hanno tenuti buoni e zitti finche' hanno potuto. Ora come faremo a pagare acqua, gas, affitti? Come faremo a pagare la bottega?", conclude la signora Bondi. Parla di "trauma" il signor Bruno Catti, marito di una dipendente dell'Atlantic. "Prima eravamo fiduciosi, speravamo concretamente in una
soluzione positiva. Ora sara' un problema, soprattutto per chi ha una certa eta', trovare un altro posto. Fortunatamente,
io ho un lavoro. La cassa integrazione straordinaria per mia moglie? Ben venga, almeno quella".




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