Ceramica all'Est/ Finita la fiera a Mosca. Adesso inizia la vera campagna di Russia

Il Resto del Carlino 18/3/97 pag.mo/6

MOSCA - Una Mosca imbiancata dall'ennesima nevicata ha salutato gli operatori della "piastrella valley" al termine della
terza edizione di "Batimat MosBuild", la fiera dedicata all'edilizia e alle costruzioni che si e' tenuta, per quattro giorni,
presso il Krasnaya Presnya di Mosca. Migliaia di persone hanno visitato i diversi stands delle aziende ceramiche italiane
allestiti, al padiglione 3, dall'Assopiastrelle e dall'Ufficio Ice di Mosca, a ruba i depliant a testimonianza di un notevole
interesse frutto del prodotto "made in Italy" ed anche della campagna promozionale che per alcuni mesi e' apparsa sulla Tv e sui giornali russi. Sull'aereo che da Mosca ha portato a Milano piu' di 150 addetti ai lavori, le impressioni e i primi
bilanci sono stati complessivamente positivi. L'inizio della "campagna in Russia" per le piastrelle italiane e' andata bene
nonostante le enormi difficolta' (ad esempio sullo sdoganamento dei materiali esposti fatto pagare a carissimo prezzo) dovute a culture di mercato completamente diverse e ad un prossimo futuro che potrebbe riservare qualche sorpresa nelle esportazioni. "Il mercato russo e' come quello di tutti gli altri Paesi dell'Est Europeo. Occorre del tempo ed avere tanta
pazienza, sono convinto che gli industriali sassolesi sapranno cogliere questa grandissima opportunita'", ha detto Carlo
Palmonari, direttore del Centro Ceramico di Bologna. "La rassegna fieristica ci ha permesso di rafforzare la nostra presenza in Russia. L'interesse e' stato enorme a conferma delle grandi possibilita' che offre questo mercato", ha puntualizzato Carlo Pellati (Gruppo Cisa-Cerdisa). "Le potenzialita' di questo mercato sono enormi. E' interessante, non
bisogna trascurarlo pur in presenza di problemi operativi e anche della lontananza. Ho potuto constatare - ci ha testimoniato Francesco Biagini (Ceramiche Mix) - che il prodotto sotto-qualita' non viene recepito. Le richieste sono per
il top e non per gli avanzi di magazzino". Anche per Luciano Valentini (Ceramica Cimone) "i contatti con i potenziali clienti sono stati diversi ed estremamente interessanti. Occorre vedere concretamente quali risultati porteranno". Una
considerazione in sintonia con quanto ci ha detto Riccardo Dieci (Ceramiche Edilcuoghi): "Si, di gente se ne e' vista molta. Tutti motivati da un forte interesse di conoscere la nostra produzione. E questo puo' considerarsi un fatto che
inevitabilmente portera' i suoi frutti". Per Alfonso Panzani (Ceramiche Settecento-Valtresinaro) "la fiera e' andata oltre
le previsioni. E' stata un'opportunita' che la nostra azienda ha saputo cogliere per allargare il proprio raggio d'azione in
Russia, nazione dove da un paio di anni siamo gia' presenti". Considerazioni favorevoli quindi, ma nella consapevolezza
che, ad esempio, visto il crollo della produzione di ceramiche "made in Russia", il Governo potrebbe intervenire nelle importazioni di piastrelle attraverso dazi doganali. Tutto e' possibile, soprattutto quando si debbono salvaguardare migliaia di posti di lavoro messi a repentaglio dalla produzione straniera.



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