Inghilterra, le potenzialita' inespresse di un mercato vicino

Cer 30/9/97 pag.39

A Telford, piccola oasi nel verde del Midwest inglese, si e' svolta, dal 1 al 3 giugno 1997, la quarta edizione della fiera Expotile, l'unica manifestazione specializzata per le piastrelle di ceramica nel Regno Unito. La piccola fiera (quasi 2.000 visitatori prevalentemente professionisti del settore o ad esso collegati, e circa 200 espositori tutti legati alle piastrelle di ceramica) e' certamente lontana dai fasti di Orlando e di CERSAIE, ma sarebbe errato giudicare dalle apparenze. Ci sono infatti alcuni segnali che fanno riflettere i piu' attenti: gli spagnoli, ad esempio, erano presenti con diciotto produttori. Anche i principali produttori inglesi erano presenti con un proprio stand, ma questo e' gia' piu' intuibile, trattandosi della loro fiera nazionale. Giudicando dai molti nomi e marchi italiani sul catalogo ufficiale, la presenza del nostro prodotto sembrerebbe massiccia, ma la maggior parte e' dai propri agenti, locali e italiani, che rappresentano piu' marchi concentrati in stand molto affollati. Sembra quindi esserci un problema di impegno: i produttori inglesi, turchi, spagnoli sono presenti in prima persona, mentre i produttori italiani sono solo presenti. Invece, il mercato inglese non e' il meno interessante, non tanto in termini assoluti, quanto in termini di potenziale inespresso. Infatti, il Regno Unito e' un paese di circa 50 milioni di abitanti, abituati, come negli U.S.A, a rivestire e, soprattutto, a pavimentare i propri ambienti con succedanei della ceramica. Difatti, il consumo di piastrelle pro capite e' il piu' basso in Europa occidentale. Ma circa il 60% del consumo nazionale e' soddisfatto da piastrelle importate, principalmente spagnole, trottandosi infatti dell'unico mercato in Europa Occidentale dove i nostri principali concorrenti ci superano di gran lunga, con circa undici milioni di metri quadri contro sei. Questo anche perche' il rivestimento e' il settore che guida i consumi del mercato inglese, per cui il prezzo medio risulta piuttosto elevato. Tale tendenza si rileva anche in fiera: nella maggior parte degli stand fanno mostro di se' piastrelle e decori per pareti con un gusto molto "cottage", ossia molto ricercato e al limite del lezioso. Esistono invece grossi spazi per entrare nel settore della pavimentazione, in cui il prodotto italiano e' ancora in genere superiore o quello dei concorrenti, recuperando cosi' le quote di mercato perse sul rivestimento e sul decoro. Occorre pero' verificare quante delle potenzialita' del mercato possono veramente diventare opportunita', e quante invece rimarranno tali. Una prima verifica si avra' dal prossimo anno, con lo spostamento della sede o Birmingham, la principale sede fieristica inglese, superando quindi i limiti di Telford, da tutti considerata inadeguata a ospitare una manifestazione che abbia aspirazioni di un certo livello. Lo scacchiere internazionale su cui si gioca la partita della leadership mondiale delle piastrelle di ceramica sta acquisendo sempre piu' caselle. La ricerca di nuovi mercati porta i produttori verso paesi lontani e con potenzialita' enormi verso economie acerbe e desiderose di aprirsi ai sistemi di libero mercato, verso territori e continenti nuovi dove la concorrenza non abbia ancora messo piede. Ma siamo sicuri che la Vecchia Europa non abbia proprio piu' nulla da dire?



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