Modena, manifesto per lo sviluppo

Il Sole 24 ore 20/11/97 pag.13

Maxi alleanza per "svegliare" le istituzioni


Modena - Soffia vento di Nord-Est a Modena. Il vento del celebrato Nord-Est dell'economia che non accetta piu' l'isolamento, la disattenzione della politica verso i problemi dell'impresa, la mancanza di strutture e servizi per l'industria, il soffocamento da burocrazia. Dopo anni di silenzio, anche gli imprenditori di Modena, una delle province che portano alta la bandiera del made in Italy nel mondo, hanno deciso di alzare la voce per farsi ascoltare dalle istituzioni locali e dai partiti. E per chiedere il "risveglio della progettualita'" in una provincia che, esaurita la magica fase di crescita degli anni '70 e 80, sta attraversando un pericoloso "ciclo di rallentamento". Lo strumento scelto per dare fiato alle richieste e per suggerire proposte di intervento e' il "Documento delle associazioni imprenditoriali modenesi" presentato ieri ufficialmente e che, in questi giorni, sara' consegnato a Comune, Provincia, Camera di commercio e partiti. La novita' e' il firmatario del protocollo: un "cartello", come e' stato definito dai promotori, costituito da quasi tutte le associazioni imprenditoriali modenesi. Sotto la regia dell'Associazione industriali di Modena, hanno aderito all'iniziativa l'Api (l'associazione delle piccole imprese), l'Assopiastrelle, l'Assotrasporti, gli agricoltori della Confagricoltura e della Coldiretti, gli artigiani della Lapam-Licom (Confartigianato), e commercianti dell'Ascom e l'Unione delle cooperative. Ognuno ha accantonato le gelosie dettate dagli interessi di sigla, per ottenere una "massa critica" tanto consistente da non poter essere ignorata dagli interlocutori della politica. "Il sistema Modena - si legge nel documento - si e' impigrito e ha perso quella tensione e quella carica che si erano dimostrate un efficace carburante per lo sviluppo". Quel carburante oggi sembra dissolto: va ricostituito al piu' presto - dicono gli imprenditori modenesi - per non dissipare piu' risorse e opportunita'. "E' vero - dice Luca di Montezemolo, presidente dell'Associazione industriali - a Modena c'e' stata una specie di rivoluzione: gli imprenditori si sono alleati tra di loro, come non era mai accaduto prima, perche' vogliono essere messi nelle condizioni migliori per svolgere il loro mestiere. Non accettano piu' di subire l'assenza di progettualita' per lo sviluppo". Vento di Nord-Est, appunto. "Ma senza la protesta - sottolinea Montezemolo - perche' non fa parte neppure della cultura di questa gente. La nostra iniziativa non e' 'contro' qualcuno, ma a favore della concretezza. Invece di scendere in piazza, offriamo collaborazione alle istituzioni perche' sia fatta chiarezza sugli obiettivi e ci si muova con rapidita' per realizzarli". I timori sono consistenti. La provincia di Modena ha saputo esprimere nel tempo una realta' economica di primo livello: 13.500 imprese agricole, 20mila industrie, 29mila nel terziario. Le aziende produttive occupano 125mila addetti, il 75% di loro lavorano nei cinque settori chiave dell'area: alimentare, meccanica, ceramica, tessile-abbigliamento e biomedicale. Nel '96 le esportazioni hanno sfiorato gli 11mila miliardi e anche nel primo semestre del '97 sono aumentate del 6,1%, mentre la media italiana era ancora ferma allo 0,6%. Ma l'ingranaggio non gira piu' tondo come una volta. Che cosa non funziona? Le strade, innanzitutto. Ma il documento non tralascia altri temi, ritenuti strategici: formazione e ricerca, ambiente ed ecologia, riqualificazione urbana, turismo. Tutti temi comuni a gran parte delle aree industriali italiane, ma che qui si avvertono con maggiore apprensione perche' rischiano, se non affrontati, di paralizzare un sistema imprenditoriale che gia' funziona. "In fondo servono poche cose - ha detto Montezemolo - ma e' essenziale che vengano realizzate in fretta: alcune strade chiave, il polo dei servizi Cittanova 2000, il recupero della fascia ferroviaria. E poi programmi veri per la ricerca e la formazione". Anche le imprese faranno la loro parte: promuoveranno un centro di formazione da inserire nel polo Cittanova 2000 e, a giugno, organizzeranno in Fiera una grande mostra interattiva dal titolo "Modena produce". Intorno al documento, intanto, si registrano alcune assenze: Lega Coop, Cna, Confesercenti e Confcoltivatori, le sigle vicine alla sinistra, non fanno parte del "cartello". "Inviteremo anche loro - dice Montezemolo - ma a una condizione: che intendano lavorare con noi in completa autonomia dai partiti politici. Qui si tratta di riaffermare la centralita' dell'impresa come motore dello sviluppo. Non c'e' spazio per gli antichi intrecci". A soffiare e' sempre il vento di Nord-Est, che si estende sempre piu'.



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